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Sentiero Frassati di Traves - Giovani PDF Stampa E-mail

Il coinvolgimento dei giovani

Negli incontri avvenuti durante queste manifestazioni, consci e partecipi di un comune pensiero e nell’ottica dello spirito con il quale tutti i partecipanti avevano aderito, era stata evidenziata da più parti l’importanza di iniziare una serie di interscambi Socio - Culturali rivolto ai giovani delle regioni d’Italia dov’era stato intitolato un sentiero al Beato Pier Giorgio.
La Pro loco di Traves ( come già per l’iniziativa del 1997 ) si era subito attivata elaborando un programma di coinvolgimento dei giovani locali ed interessando del progetto la Comunità Montana delle Serre Calabre, dimostratasi fin da subito molto disponibile e sensibile all’iniziativa.
In seguito a questo giunse la proposta del Sindaco di Nardodipace e vicepresidente della Comunità Montana della disponibilità ad ospitare una trentina di giovani ed una decina di accompagnatori per una settimana. Questa proposta fu accolta con molta gioia da tutti gli organizzatori che provvidero subito ad informare in modo capillare i genitori e tutti i giovani, compresi in una fascia d’età tra i 10 ed 18 anni, dei comuni di Traves, Mezzenile, Pessinetto e Germagnano.
Le adesioni andarono oltre le più rosee previsioni e un gruppo di 32 ragazzi e una decina di adulti di cui tre accompagnatori patentati del Club Alpino Italiano aderirono all’iniziativa.
La settimana naturalistica svoltasi a Nardodipace dal 26 giugno al 4 luglio 1999 deve considerarsi come il primo atto di una serie di scambi tra le varie regioni che, speriamo, continuerà nel futuro a partire dall’estate del 2000 quando i ragazzi delle Serre Calabre saranno ospiti della comunità Travesina.
E’ stata una bella esperienza vissuta con molta intensità che ha arricchito il bagaglio culturale e morale dei giovani e dei meno giovani, durante questa settimana abbiamo conosciuto da vicino posti dall’aspetto naturalistico spettacolare, situazioni di vita quotidiana che ci appartengono, usi e costumi simili ai nostri anche se si differenziano per pronuncia o nome. La vita della gente di montagna, di qualunque regione d’Italia, è molto simile e questa somiglianza ha fatto sì che conoscessimo a oltre 1200 km di distanza, nel profondo cuore del Sud, persone che hanno i nostri stessi problemi e difficoltà di vita di tutti i giorni.
Le loro montagne, come le nostre, rappresentano un patrimonio naturale dove cultura e civiltà hanno radici millenarie, un’inestimabile somma di valori che i giovani di oggi devono imparare a conoscere e sui quali devono confrontarsi perché saranno Loro i futuri custodi e fruitori, non solo, ma un giorno toccherà a loro tramandare alle future generazioni quello che i nostri padri ed i padri dei nostri padri hanno consegnato con tanto amore e sacrificio nelle nostre mani per proseguirne l’opera di custodia.

 

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