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Sito Ufficiale dei Sentieri Frassati

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Sentiero Frassati di Traves - Percorso PDF Stampa E-mail
Descrizione del percorso

Denominazione dell'itinerario:

Sentiero Frassati di Traves

Accesso:

Strada prov. n.:1 TO - Lanzo - Ceres

Treno:

Sì - Stazione di Traves

Pulman:

Sì - 12 mt. 54 posti

Località di partenza:

Traves 628 mt.

Località di arrivo 1:

Colle delle Lunelle 1372 mt.

Località di arrivo 2:

Uja di Calcante 1614 mt.

Dislivello in salita località 1:

750 mt. circa

Dislivello in salita località 2:

1000 mt. circa

Tempo di percorrenza località 1:

2:30 h circa

Tempo di percorrenza località 2:

3:30 h circa

Difficoltà complessive:

Escursionistico

Riferimento cartografico:

IGM f.55 tav. Ceres ; I.G.C. N.°2 - 1:50.000

Attrezzatura consigliata:

pedule da escursionismo

Periodo consigliato:

tutto l'anno, innevamento permettendo

Avvicinamento
Da Torino si raggiunge in poco tempo, percorrendo la strada provinciale n.° 1, Lanzo Torinese. Qui occorre proseguire seguendo le indicazioni per Ceres tralasciando sulla sinistra, dopo l'abitato di Germagnano, la provinciale che porta in val di Viù, si arriva quindi in breve alle case della borgata Rozzello ( indicazione su cartello stradale ) svoltare a sinistra sul ponte che attraversa lo Stura ( cartello indicatore ) ed in pochi minuti si giunge sul piazzale della chiesa di Traves dove si può parcheggiare la macchina.

Escursione

Dalla piazza della chiesa occorre prendere a sinistra sulla strada che porta verso le frazioni Bertolè - Tese per alcune decine di metri dove, sulla destra, si stacca una mulattiera ben segnalata con cartelli in legno e segni rossi che snodandosi tra le abitazioni della frazione Villa porta in breve ad immergersi in un fresco bosco di latifoglie costeggiando il rio Piave. Giunti ad una sorgente (indicazione in loco) conviene fare rifornimento d'acqua. La mulattiera sale ancora con moderata pendenza e ampie svolte fino ad uscire dal bosco per raggiungere i prati erbosi di Pian Bracun 810 metri, da Traves ore 0.30. Questo panoramico pianoro è parzialmente ricoperto da un boschetto di betulle all'ombra delle quali sono stati installati, a cura della Pro Loco, alcuni tavoli e delle panche. Proseguire lungo il sentiero; ad un bivio, in prossimità di un pilone votivo, prendere a destra ( cartelli indicatori ), si sale ora serpeggiando in un bellissimo bosco di conifere ( impiantamenti effettuati dalla Forestale prima del 2° conflitto mondiale ) e ad una successiva biforcazione occorre proseguire sulla sinistra. La mulattiera procede ora allo scoperto sotto la cima del Toro su un tratto in leggera salita per rituffarsi poco più avanti nel fresco bosco di betulle che ricopre interamente il Pian delle Draie.
Su questo pianoro si intravedono resti di antichi scavi di miniere a cielo aperto. Tra i rami degli alberi si scorge facilmente il rapido e furtivo movimento dello scoiattolo o il felpato passo della volpe, sui fianchi della montagna fanno eco il martellante lavoro del picchio e il canto del cuculo, in cielo non è difficile scorgere il volteggiare di una coppia d'aquile in caccia ( nido sulla rocciosa cresta delle Lunelle ). Dal pian delle Draie ( indicazioni in loco ) si arriva in poco tempo ad un bivio ( cartelli in legno ) qui è possibile scegliere tra due diversi ed interessanti itinerari:

Itinerario A

Proseguendo sulla destra la mulattiera sale dolcemente con ampie svolte al colle delle Lunelle quindi, divallando un centinaio di metri sul versante di Mezzenile, incrocia la traccia che dalla Località Pugnetto sale alla storica palestra di roccia omonima. Da qui in circa 20 minuti si giunge all’attacco di quello che è stato assieme a Rocca Sella uno dei santuari della storia dell’iniziazione all’arrampicata dell’alpinismo Torinese. Per gli amanti dei percorsi storici e del revival informiamo che la palestra è stata riattrezzata alcuni anni fa sostituendo i vecchi chiodi esistenti che è perfettamente agibile e offre un’arrampicata facile e divertente con passi di 2° e 3°grado in un ambiente selvaggio ed incontaminato.

Itinerario B

Al bivio, proseguendo diritto, il sentiero raggiunge una caratteristica forcella. Scese poche decine di metri si raggiunge il luogo sul quale si può leggere la storia dell'attività estrattiva che ha condizionato per cinque secoli la vita della bassa valle di Lanzo: le miniere d'oro abbandonate. Evidenti sono le impronte di quella che per secoli è stata l'economia trainante di molti paesi del circondario. Buchi e caverne scavati nella roccia sono oggi in parte nascosti dal bosco e dalla fitta vegetazione, ben visibili sono invece quelli immediatamente sotto il sentiero. Qui la credenza popolare, frutto dell'immaginazione e dell'utopica speranza di una facile ricchezza, di chi sempre aveva vissuto una vita di duro lavoro, stenti e fatiche, voleva ci fossero giacimenti del prezioso metallo. In realtà dalle pendici del Calcante si estrasse solo ferro di media qualità un pò di rame, nichelio e piombo. Continuando verso l'Uja di Calcante, il sentiero prosegue quasi pianeggiante per un buon tratto fino a quando incontra un torrente minore del rio Ordagna, attraversatolo si inerpica ripido sul versante destro (orografico) del vallone di Bramafam fino ad arrivare al colle Prà Lorenzo 1314 metri (dalle miniere ore : 1).
Dal colle, seguendo la cresta Sud-Est in circa 1 ora si arriva sulla sommità dell'Uja di Calcante a 1614 metri (ottimo punto panoramico). Dalla vetta, per il ritorno, si possono seguire tre diversi percorsi :

Percorso di ritorno 1

Seguire a ritroso la via di salita.

Percorso di ritorno 2

Scendere lungo la cresta Ovest-Nord-Ovest fino al colle della Cialmetta (1303 mt.). Il colle si presenta come un’ampia radura ricca di vegetazione (fiori e piante) dove può essere molto piacevole ascoltare in silenzio la voce della natura. Dal colle della Cialmetta si può scendere direttamente a Viù lungo un comodo e facile sentiero seguendo le indicazioni in loco oppure, proseguendo lungo l’ampia cresta Ovest su un’evidente e segnalata traccia immersa in un fresco e selvaggio bosco di latifoglie, si giunge in circa mezz’ora al colle della Dieta (1536 mt.) dal quale, lungo una carrareccia si può scendere alla frazione Asciutti di Viù oppure alla frazione Monti di Mezzenile. Sempre dal Colle della Cialmetta proseguendo verso Est sulla mulattiera che giunge dalla frazione Fubina di Viù ad un certo punto si incrocia il sentiero che sale da Selvagnengo e porta in circa 30 minuti al colle Prà Lorenzo dal quale, seguendo a ritroso il percorso dell’andata, si scende a Traves.

Percorso di ritorno 3

Il terzo percorso di ritorno (il più alpinistico) si sviluppa lungo la cresta Nord-Est e porta alla croce sommitale delle Lunelle 1494 mt., punto di arrivo della via della cresta Nord, l’itinerario è molto divertente e panoramico ma occorre procedere con molta attenzione è comunque da evitare in caso di pioggia o terreno bagnato per la presenza di erba scivolosa e roccette instabili. Dalla croce sommitale, proseguendo sempre su terreno abbastanza delicato si giunge in breve ad una caratteristica forcella (ignorare il cartello in legno presente) dove, in direzione Nord, una traccia segnalata porta rapidamente a divallare lungo uno stretto canalino fino ad intersecare il sentiero che sale dalla frazione Pugnetto di Mezzenile e che conduce all’attacco della palestra. A questo punto occorre proseguire sulla destra fino ad incontrare un successivo bivio; proseguendo diritto si raggiunge in circa 45 minuti l’amena e caratteristica località di Pugnetto, imboccando invece il sentiero che si apre sulla destra si giunge in breve al colle delle Lunelle (1330 mt.) da dove, seguendo a ritroso l’itinerario A, si scende a Traves. Entrambi gli itinerari sopra descritti sono molto belli ed appaganti, svolgendosi interamente su comodi e larghi sentieri sono molto adatti a gruppi di Alpinismo Giovanile e scolaresche, sviluppandosi in un ambiente naturale molto selvaggio ed incontaminato possono essere meta per naturalisti e studiosi oppure per scuole che intendano svolgere un’attività di ricerca e di studio sull’attività estrattiva delle Valli di Lanzo. Infine, per gli appassionati di Botanica, non bisogna dimenticare che sulle pendici dell’Uja di Calcante fiorisce un’estesa famiglia di Euforbia Gibelliana. Ai due itinerari proposti, con un piccolo cambiamento di programma, è possibile unire la visita delle grotte di Pugnetto.

 

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